Primavera d’Arte – Ass. culturale ARTfactor, Roma – 2020

“Secondo la poetica di Carlo Alberto Perillo l’arte ha bisogno continuamente di nuovi entusiasmi e di nuove ricerche per farsi anima e gioia di creare percorrendo la strada della sperimentazione come una continua avanguardia. Il suo stile attuale si pone su una linea di naturale continuità tra passato e futuro con una pittura che lo connota come un artista consapevole che, oltre all’ispirazione e all’estro creativo, occorre anche un’abilità tecnica, compositiva e cromatica in  modo che ogni opera possa diventare immagine della sua memoria, delle sue emozioni e del suo ricco mondo interiore.

Vale la pena di ripercorrere il suo itinerario esistenziale ed artistico. Carlo Alberto Perillo nasce ad Orbetello, in provincia di Grosseto, nel 1963. Fin da adolescente ha sentito l’amore per l’arte e ha cominciato a sperimentare come autodidatta tutte le tecniche ed i materiali artistici. Dal 1984 al  1994  ha esposto in mostre collettive e personali in Italia e all’estero vincendo numerosi premi. Suoi murales si trovano sia in appartamenti sia sugli esterni del centro storico di Porto Santo Stefano. Memorabili sono alcune sue mostre che lo hanno reso famoso. Ricordo che nel 1993 presentai una sua mostra personale sul tema “Olocausto” allestita nella Fortezza Spagnola di Porto S. Stefano (GR)  con la collaborazione di Amnesty International. La rappresentazione del genocidio di cui furono responsabili i Nazisti e i loro alleati nei confronti degli Ebrei e di altre minoranze riuscì a commuovere e a stupire il pubblico per l’inesauribile tensione espressionista, creativa e spirituale delle opere che apparivano come metafore della nostra esistenza quando ci colpisce il dolore e la mancanza di libertà. Nel 1992 partecipò alla grande mostra  “ARTE E CINEMA” nella Biblioteca Comunale – Palazzo Desideri di Marino (RM) – dove presentò un’opera di grande formato dedicata al film “Metropolis” di Fritz Lang ambientato in una megalopoli del XXI secolo governata da un dittatore. Nella sua opera Perillo tramutò il dramma di fantascienza in una composizione pittorica complessa e visionaria evidenziando il bisogno di riscatto umano e sociale di chi è ingiustamente oppresso e sottomesso. Ancora una volta le cadenze espressioniste del segno e delle forme ne accentuavano la drammaticità corale esprimendo quelle paure e sensazioni dolorose che albergano nell’inconscio umano.

I suoi ultimi quadri  – dedicati al tema “ASPETTANDO PRIMAVERA” ed esposti da sabato 14 marzo al 28 marzo 2020 presso lo spazio espositivo dell’Associazione Culturale ARTfactor in via Timoteo Bottigli n. 37, Roma – rappresentano una svolta nella sua carriera, perché appaiono come una boccata di aria fresca, un momento di apertura rispetto al tono più drammatico delle opere del passato. L’artista guarda la società e l’arte con uno sguardo differente e postmoderno. Queste ultime sono opere eseguite con una tecnica particolare miscelando i colori acrilici con vernici trasparenti da “parquet” che rendono il colore molto resistente e particolarmente brillante su un supporto in pvc. Colpiscono per la loro efficacia compositiva, luministica e cromatica come nel quadro “MORTE E RESURREZIONE” (cm 80×60 –  2020) che si riferisce ad un mito: come dall’Inverno nasce la Primavera così l’Araba Fenice, uccello mitologico capace di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte, nell’opera di Carlo Alberto Perillo, rinasce con tutta la forza della sua resilienza e  rifiorisce dall’oscurità in un’esplosione di ariosità, di luce,  di colori,  di sentimenti. Nell’opera “NASCITA” (cm 80×60 – 2020 ) la Primavera della vita nel suo ciclo senza fine allude anche al risveglio della natura umana e divina. È un quadro che mi fa ricordare i versi che Tagore, il famoso poeta bengalese, ha dedicato alla Primavera: Vieni, primavera,/ imprudente e audace amante della terra,/ dai voce al cuore della foresta!/ Vieni in raffiche irrequiete/ dove i fiori sbocciano improvvisi,/ fai spuntare nuove foglie!/ Scoppia, come una rivolta di luce…/ Irrompi nella città rumorosa,/ libera parole ed energie soffocate,/ dai forza alla nostra svogliata battaglia/ e conquista  la vita!  L’artista dedica l’opera “MARIA LETIZIA” (cm 80×60 – 2020) a sua figlia adolescente, per la quale nutre un grande affetto e la cui vicinanza gli procura una gioia intima e serena, portatrice della Primavera nell’anima, rinnovando così un tema antico e sempre nuovo,  quello dell’amore autentico che ha una forza tale da essere talmente universale da accogliere e filtrare tutto ciò che viviamo, pensiamo e sentiamo.

Carlo Alberto Perillo – attraverso le tecniche più diverse che variano dal pastello all’acrilico, dall’olio all’acquarello, dalla tecnica mista al disegno – realizza opere che vanno dall’espressionismo al figurativo moderno e postmoderno con la stessa forza espressiva, con la stessa intensità umorale e con la stessa sensibilità fragile e penetrante.”

– Anna Iozzino

Un artista poliedrico, che si distingue per il suo talento nelle tecniche tradizionali.
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